lunedì 11 settembre 2017

I Bio-Furbetti

I  Bio-Furbetti


 Spesso si incontrano aziende, aree e distretti, con tanto di tabelle,  che vengono definite biologiche, ma chi sa perchè alcune vendono al mercato convenzionale, eppure produrre con il sistema biologico costa!
Perchè?


I cosmetici e gli alimenti bio oggi sono prodotti in diffusione, ma anche in questo settore ci sono tanti i furbetti, i furbetti del bio che usano le parole giuste per attirare i consumatori.Naturale, biologico... e costoso. Ma la differenza di costo è giustificata per tutti i prodotti sullo scaffale?

Canale Cavour, piana vercellese: le risaie si stanno convertendo al biologico, ma in molti fanno i conti e dicono che è una farsa. Lo dicono i risicoltori, che servirebbe fare i controlli dopo la semina: andate a controllarli, nel momento in cui diserbano!

I produttori che usano i diserbanti accusano quelli del biologico di giocare sporco: sul sito del Sinab, la produzione di biologico ha una media di 67,84 q.li per ettaro. Il riso non biologico ha una media di 65 q.li.
Produco di meno se uso i diserbanti? È chiaro che c'è qualcosa che non va.
I prezzi crollano per colpa del dazio zero, deciso dall'Europa, sul riso importato dalla Birmania: noi italiani siamo i primi produttori di riso in Europa e siamo danneggiati da questa politica.

L'importazione selvaggia sta danneggiando i nostri risicoltori, che hanno bisogno del contributo europeo.
E allora in molti si sono però buttati sul bio, che paga di più, anche se ha leggi più stringenti: il riso bio costa tre volte di più. Ma anche tra i borsisti del riso, qualcuno dice che non esiste riso bio: la produzione del biologico scenderebbe tantissimo. Come è possibile che la resa sia la stessa del convenzionale?
Riso bio è possibile, ma senza le rese che sono registrate in Italia: forse hanno un padreterno che li aiuta, dice un vecchio agricoltore.

E i certificati degli enti? Li rilasciano le ditte che fanno bio, ma i controlli? Piero Riccardi è andato al laboratorio della borsa del riso: qui si fanno le analisi sul riso, anche quelli dei residui dei fitofarmaci.
Che non si trovano né su quello bio, né su quello non bio. Dov'è allora la differenza? Gli esami dovrebbero essere fatti quando si diserba, perché nel biologico è vietato diserbare.
 
Azienda Stocchi: si è convertita al biologico, dopo una malattia in famiglia. Ora produce solo riso senza diserbanti: fanno la rotazione dei campi, facendo riposare i terreni. La resa è chiaramente minore, perché non si sfrutta al massimo il terreno.

I costi per la produzione del riso si abbattono, senza l'uso di prodotti chimici e riducendo la produzione nei campi. Ma la produzione è inferiore: chiaramente l'obiettivo è la qualità del prodotto che importa.
In tasca al contadino rimane di più, anche con minore produzione. Il punto è che la produzione media del bio è quasi uguale a quella del riso convenzionale: forse a dubitare sul bio si ha ragione. Anche perché il responsabile della agricoltura sostenibile, in regione, non conosce i numeri della resa del bio.

Come funzionano i controlli

Da 1700 sono passati a 3000, gli ettari dedicati alla coltura bio nel 2014: molti produttori fanno però un mix bio e convenzionale. Il marchio bio lo danno gli enti di controllo, che a loro volta dovrebbero essere controllati dalle regioni, che delegano alle province. Teoricamente: in pratica il controllo è fatto attraverso questionari fatti compilare agli agricoltori.
E quelli che fanno produzione mista?
La provincia di Novara non ha le forze per controllarle tutte: si controlla solo sulla carta dicono a Vercelli e Novara. Bioagricert è l'organismo di controllo in Piemonte e Lombardia: solo il 3% è stata rilevata difettosità, ovvero è stato trovato un diserbante. L'area del vercellese e del novarese è anche quella più inquinata dagli erbicidi, dicono all'Arpa. Ma il picco degli inquinanti si ha solo quando si usa il prodotto chimico, che ha un tempo di degrado basso e in una decina di giorni le misurazioni riportano valori già bassi. La parola è deroga: deroga sulle regole di produzione del bio, fatte dalla regione Piemonte, che permetteva fino a ieri la produzione di riso bio tutti gli anni sullo stesso campo. Ma ora la ha vietato, mentre in Europa si sta discutendo di vietare anche la produzione mista.
Meglio tardi che mai.

Il mercato cosmetico

Esiste anche il biologico dentro la cosmesi, senza sostanze chimiche: è un settore in crescita, molti consumatori hanno iniziato a comprare bio attratti dalle parole stampigliate sulle confezioni.
Tutte con la parola bio sulla confezione.
Nel 2014 il fatturato di questo settore è stimato in 400ml di euro, 8% in più rispetto al mercato.
Ma non esistono regole precise, a livello europeo e mondiale: in che modo allora si può scrivere bio sulla confezione? Un erborista ha mostrato al giornalista di report come si coltivano i campi, senza pesticidi: dalle piante coltivate, si producono poi i prodotti cosmetici.
Anche qui c'è un ente certificante.

Ma ci sono i finti bio: prodotti che sono chiamati “naturali”, anche se c'è scritto biologico sulla confezione.
Biologico significa che gli ingredienti sono prodotti in una determinata maniera, da una agricoltura biologica: bisogna leggere la lista che compone il prodotto.
Peccato che gli scaffali sono pieni di prodotti che di bio hanno solo il nome: quanti si leggono la lista dei componenti, si scopre che dentro ci sono sostanze che arrivano dal petrolio, come la paraffina.
Anche l'uso della scritta “non testato sugli animali” è fuorviante, perché è vietato dal 2004. Come la scritta nickel tested, vietato da anni.
Stesso discorso per i prodotti per cosmesi con la scritta per celiaci: la celiachia non ha nulla a che fare con l'uso di prodotti cosmetici. Ma chi difende il consumatore da queste false informazioni?
Le aziende dovrebbero farsi controllare da un ente esterno: ce ne sono 7 e non hanno un unico standard: la verità è che sulla cosmesi non c'è un controllo esterno e non esiste un sistema di tutela per i consumatori. Intervistato dal giornalista il sottosegretario Abrignani ha risposto che è un argomento che sarà oggetto di riflessione alla Camera.
Ma la legge presentata non va avanti, perché ci sono cose più importanti, dice il presidente della commissione ambiente Realacci. Il risultato è che fino ad oggi c'è una concorrenza sleale che frega i produttori onesti



http://www.agoravox.it/Report-I-biofurbi.html

sabato 2 settembre 2017

Olio Folk Fest


Sabato 9 settembre  2017 – Caltabellotta – Ag

L’Azienda Sperimentale Campo Carboj di Menfi custodisce

 la banca

  di collezione del  germoplasma 

dell’olivo autoctono siciliano

L’evento rappresenta una occasione per recuperare le origini per promuovere il territorio e valorizzarne le eccellenze culturali (beni materiali e immateriali): i monumenti, i  prodotti agroalimentari e le tradizioni enogastronomiche collegate al territorio, afferma Francesca Cerami di Idimed


































                      

                   La collezione ex-situ costituita da un intenso e proficuo  rapporto di collaborazione tra il Dipartimento Scienze Forestali e Agrarie dell’Università di Palermo e il  Campo Carboj dell’Ente di Sviluppo Agricolo della  Regione Siciliana,  può essere considerata l'unica fonte di materiale di propagazione di genotipi siciliani, standard varietali di riferimento.
                      La tutela della biodiversità nel settore agricolo deve rispondere all'esigenza, fortemente sentita negli ultimi anni, di conciliare un'agricoltura produttiva con la tutela degli ecosistemi, mantenendo la complessità e la ricchezza genetica delle specie agricole.
La perdita di biodiversità in agricoltura è un fenomeno che, oltre a interessare la scomparsa di geni che permettono alla biosfera di adattarsi alle continue mutazioni ambientali, producono una perdita di notevole importanza nella cultura del genere umano poiché, insieme alle specie e alle varietà, scompaiono paesaggi, sistemi produttivi, saperi, conoscenze e tradizioni ad esse legate
                         Questo straordinario lavoro  è   frutto dalla partecipazione attiva  di eccellenze professionali, come, docenti universitari, ricercatori, funzionari dell’Ente, vivaisti, innestatori, titolari di frantoi, commercianti di olio ed esperti olivicoltori delle varie aree di provenienza delle cultivar di olivo, conclude Nino Sutera,  Coordinatore dell’Osservatorio di NeoRuralità dell’Ente.

L’iniziativa  rilancia il “valore” della Comunità di Caltabellotta, i beni architettonici, il centro storico, le produzioni olivicole e agroalimentari, le associazioni del terzo settore, gli itinerari turistici e culturali, gli usi e costumi che rendono unici ed eccezionalmente attraenti i nostri paesi siciliani agli occhi dei visitatori.
Una giornata per focalizzare gli aspetti salienti di un progetto di sviluppo sostenibile che si fonda sull’identità e la cultura, sulla salute e sulla sostenibilità sociale e ambientale. Che parte dal passato, dalla tradizione, celebra il presente, le risorse locali e guarda al futuro attraverso la ricerca, l’innovazione, l’aggregazione e la sperimentazione.
Laboratori di assaggio e di degustazione, show cooking, focus tematici, per invitare i produttori, gli esperti del settore, gli accademici, gli operatori economici, i soggetti istituzionali e il privato sociale a “dialogare” per  programmare insieme uno sviluppo integrato, partecipato e sostenibile.

Alla  Tavola Rotonda “Territorio, tradizione, innovazione”
Dopo i Saluti istituzionali, parteciperanno
Dugo Giacomo, Caterina Mulè,  Peppino Bivona, Salvatore Gazziano, Germano Boccadutri,  Vincenzo Cusumano, Irene Polizzotto e Graziano Barbanti,Bartolo Fazio,  Paolo Mandracchia, Dino Catagnano,  e  Nino Sutera,  
            Modera: Francesca Cerami, Direttore Idimed

Al termine Consegna del riconoscimento di “Custode dell’Identità Territoriale” del percorso Borghi GeniusLoci De.Co.  al Sindaco di Caltabellotta Paolo Segreto.
  

sabato 1 luglio 2017

In ricordo di Filippo Basile

Associazione qualificata presso
il MIUR per le attività di formazione dei docenti
D.M. 28/12/2010

Delegazione Territoriale Sicilia

Associazione Italiana Formatori
Delegazione Territoriale Sicilia
-----===oOo===-----

In collaborazione con
Città di Mazara del Vallo


GIORNATA DELLA LEGALITA’

in ricordo di Filippo Basile
nel 18° anniversario della sua uccisione

“Prevenzione della corruzione e trasparenza: competenze, attribuzioni, responsabilità”

Mercoledì 5 luglio 2017 – ore 9:30-13:30

Mazara del Vallo, Sala “La Bruna”, Collegio dei Gesuiti
Piazza Plebiscito


www.associazioneitalianaformatori.it


Programma

09:30 - Accreditamento dei partecipanti

10:00 - Apertura dei lavori e saluto delle autorità:
ü    Nicolò Cristaldi, Sindaco della Città di Mazara del Vallo
ü    Nicolò Catania, Presidente del Consorzio Trapanese per la Legalità e lo Sviluppo

Introduce Salvatore Cortesiana, Presidente Regionale AIF Sicilia
Coordina i lavori Antonella Marascia, Segretario generale del comune di Mazara del Vallo, Past president AIF Sicilia

Intervengono sul tema:

ü    Bernardo Triolo, Direttore del Consorzio Trapanese per la legalità e lo sviluppo: “L’effettivo coinvolgimento degli amministratori locali nell’impostazione della strategia di prevenzione della corruzione (punto 5.1 del PNA 2016)”

ü    Maria Rita Comparetti, Presidente del Comitato Unico di Garanzia (CUG) per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni, della Regione Siciliana: “Compiti istituzionali del CUG, catalizzatore di Etica e Trasparenza per la P.A., con esternalità positive in Performance Organizzativa”

ü    Vito Bonanno, Segretario generale del Comune di Alcamo: Dal diritto di accesso al diritto di informazione: le nuove regole sulla trasparenza introdotte dal decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97”

ü    Antonella Spataro, componente dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) del Comune di Palermo: “Il ruolo dell’Organismo indipendente di valutazione per il rafforzamento della cultura della legalità e della trasparenza” (in attesa di conferma)

ü    Calogero Cittadino, Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Mazara del Vallo: “Il supporto degli organi di  controllo interno per la prevenzione della corruzione”

ü    Antonina Marino, Dirigente Istituto Comprensivo Statale ad Indirizzo Musicale "Luigi Pirandello" di Mazara del Vallo “Scuole e legalità: Dai processi amministrativo-contabili alla formazione dei cittadini”

12:00 – Spazio per interventi dei partecipanti: Proposte per la mitigazione del rischio corruttivo ed il rafforzamento della trasparenza e della legalità nelle Pubbliche amministrazioni locali

Coordina il dibattito Antonella Rosetto Ajello, Consigliere regionale AIF Sicilia

13:00“Un ricordo di Filippo Basile” a cura del Consiglio direttivo regionale AIF Sicilia

13:30 - Conclusione dell’attività



INFO:
Destinatari: Soci e socie AIF, Responsabili prevenzione corruzione e trasparenza (RPCT), Amministratori locali, Segretari, Dirigenti e Funzionari comunali, Componenti degli organi di controllo interno degli enti locali (Revisori, OIV), Componenti dei Comitati Unici di Garanzia (CUG), Dirigenti scolastici, Educatori, Cittadini.

La partecipazione è gratuita. Ai partecipanti sarà rilasciato l’attestato utile ai fini del conseguimento dei crediti formativi (0,5 credito).

La partecipazione all’evento in locandina autorizza AIF Sicilia – a meno di una esplicita dichiarazione di diniego da parte dell’interessato – a riprendere e/o a far riprendere in video e/o fotografare i partecipanti all’evento stesso allo scopo promuovere le attività dell’Associazione presso le reti telematiche, in contesti che non ne pregiudichino la dignità personale ed il decoro.

Per motivi organizzativi occorre accreditarsi entro lunedì 3 luglio 2017 compilando la scheda allegata e inoltrandola via e-mail ai seguenti indirizzi:
antonellamarascia@gmail.com, delegazione.sicilia.aif@virgilio.it

La sede dell’evento di trova a Mazara del Vallo, in Piazza Plebiscito. Si consiglia di parcheggiare al Piazzale G.B. Quinci. La sede dell’evento si raggiunge a piedi in 2 minuti.


SONO APErte le iscrizioni AIF

CONTATTI:
AIF – Associazione Italiana Formatori
Via Antonio da Recanate, 2 • 20124 Milano Italy
tel (+39) 02 48013201 fax (+39) 02 48195756

Presidente regionale: Salvatore Cortesiana
delegazione.sicilia.aif@virgilio.it
  



giovedì 15 giugno 2017

Identità e ricchezza del vigneto Sicilia



Presso la Sala Mattarella (ex Sala Gialla) di Palazzo dei Normanni, Venerdì 23 giugno ore 10.00,  questo Assessorato presenterà il volume 
"Identità e ricchezza del vigneto Sicilia"
un lavoro decennale frutto della collaborazione tra le migliori professionalità del mondo universitario e di questa amministrazione regionale.
Il volume racchiude i risultati di una lunga indagine eseguita su migliaia di rilievi agronomici e micro vinificazioni sperimentali, che hanno permesso di ampliare le conoscenze sulle principali varietà autoctone, e restituire anche l'identità a importanti varietà antiche di cui si erano perse le tracce.
Per poter partecipare all'Evento, è necessario registrarsi inviando una mail all'indirizzo: 

segreteria.assessorerisorseagricole@regione.sicilia.it 

 indicando il nominativo di chi prenderà parte alla pre-sentazione.
Considerato che l'ingresso nei locali sarà consentito fino al limite di centoventi persone, cui verrà fatto omaggio del volume presentato, sarà data priorità secondo l'ordine di arrivo delle iscrizioni.

L'ASSESSORE

On.le A. Cracolici


lunedì 24 aprile 2017

1° Edizione, Sicilia Cibo Benessere

L'Associazione NutriSicilia organizza la prima edizione Regionale della kermesse “SICILIA CIBO BENESSERE”, un percorso educativo per la rivalutazione della gastronomia siciliana in chiave salutista. Il percorso è rivolto a cuochi esperti,  giovani chef talentuosi e cittadini che avranno il compito di riproporre le ricette della tradizione gastronomica siciliana in chiave più salutista, senza sacrificare il sapore dei piatti tipici del territorio, che dovranno arricchire di gusto sano e genuinità.

























Il prestigioso evento mira a promuovere “la cultura e l'arte culinaria siciliana” ed il patrimonio dei nostri prodotti che fanno parte della Dieta  Mediterranea. L'evento permetterà l'incontro tra produttori, chef, amatori, pubblico, tecnici professionisti di alimenti, nutrizione e salute e metterà in rilievo la responsabilità di diverse professionalità coinvolte nel settore. Offrirà ai professionisti Chef la possibilità di partecipare ad un percorso di cucina sana, permettendo loro di confrontarsi, rinnovarsi e dimostrare la propria professionalità e creatività anche in questo nuovo mercato, quello del cibo come medicina e fonte di quotidiano benessere.
Il tutto sarà guidato da una giuria di esperti professionisti della salute, che affiancando i partecipanti, fornirà le giuste indicazioni per garantire un equilibrato apporto nutrizionale del piatto preparato.  Un progetto che si propone di consolidare il percorso di cambiamento della cultura culinaria siciliana, senza trascurare la tipicità del gusto delle ricette tradizionali isolane, per riproporle in una chiave più salutista, facendo conoscere al mercato nuovi piatti, menù e ricette dal gusto tipico mediterraneo e siciliano.
L'obiettivo è concepire le nostre cucine come un luogo dove ogni giorno si praticano i concetti alla base dello sviluppo sostenibile per l’Uomo e per il Pianeta...
Ma ci sarà anche spazio per la bellezza, non solo per le bontà....i partecipanti alla kermesse “Sicilia Cibo Benessere” delizieranno occhi e palati con degustazioni di piatti tipici della ristorazione siciliana e della dieta mediterranea riproposti in versione “equilibrata” ed "appetibile". La kermesse avrà il merito di svelare come l’arte culinaria, al ristorante ed in casa, non può rinunciare alla ricerca, alla creatività, alla qualità, al gusto ed al valore nutrizionale degli alimenti, senza mai trascurare la salute.
L’evento è patrocinato dall’Assessorato Regionale della Salute, dalla Settimana delle Culture Città di Palermo e dall’Istituto dei Ciechi I. Florio e S. Salamone

sabato 11 febbraio 2017

Progetto Demetra

 Il progetto Demetra (2013/2014)  commissionato dall'Assessorato al  Formez   con   l’obiettivo di riqualificare tecnici per  meglio  indirizzare gli operatori agricoli sia sui requisiti loro richiesti dalla normativa, sia sulle opportunità loro offerte dalle politiche di sviluppo rurale sui temi connessi alla gestione sostenibile e all’azione per il clima nel settore agricolo e forestale.


La politica di coesione europea 2014-2020 prevede una nuova architettura del sistema di governance multivello. Il Quadro Strategico Comunitario (QSC) coordina a livello europeo tutti i Fondi (FESR, FSE, FC, FEASR, FEP), traducendo gli obiettivi UE 2020 in priorità di investimento.
A livello nazionale un Contratto di partenariato sullo sviluppo e gli investimenti, sancito fra
Commissione Europea e ogni Stato membro e basato sul QSC, stabilisce priorità di investimento,
allocazione delle risorse nazionali e dell’UE tra settori e programmi, condizioni e obiettivi da
raggiungere. Infine, i Programmi Operativi di livello regionale costituiscono lo strumento di gestione
e traducono i documenti strategici in concrete priorità di investimento, con obiettivi chiari e
misurabili.
Questo assetto della programmazione stimola i diversi attori coinvolti nei processi di attuazione e
gestione delle politiche - Commissione, Stati membri, Regioni, altri soggetti locali - a una maggiore
integrazione di tipo verticale, ma ancor più a carattere orizzontale.
Tra gli strumenti elaborati per garantire che i finanziamenti dell'UE conseguano gli obiettivi generali
e specifici della strategia Europa 2020, oltre che gli obiettivi derivanti da impegni assunti in ambito
internazionale (es. cambiamenti climatici e protocollo di Kyoto), viene introdotto il principio della
condizionalità degli aiuti al rispetto di determinati requisiti ex ante ed al raggiungimento di prefissati
obiettivi ex post. In altre parole, in virtù di tale principio, i finanziamenti sono concessi agli Stati
membri “a condizione che” essi garantiscano una serie di condizioni di partenza (ex ante), facendo
fronte ad una serie di adempimenti legati alle tematiche prioritarie per i fondi (condizionalità
tematiche), e che raggiungano una serie di tappe e/o conseguano dei risultati prefissati in fase di
programmazione (condizionalità ex post).
Allo scopo di verificare lo stato dell’arte relativamente al rispetto di tali condizionalità ex ante da
parte delle Regioni e delle Province autonome, la Direzione Generale dello Sviluppo Rurale del
Dipartimento delle Politiche Europee ed Internazionali del Ministero delle Politiche Agricole,
Alimentari e Forestali ha chiesto agli stessi enti la compilazione di schede opportunamente
predisposte allo scopo. Ciò al fine di avviare tempestivamente la riflessione sulle modalità da
attuare per l’adempimento delle precondizioni nel prossimo periodo di programmazione.
Per la condizionalità ex ante n. 1.2 “Sufficiente capacità di consulenza sui requisiti normativi e su
tutti gli aspetti connessi alla gestione sostenibile e all’azione per il clima nel settore agricolo e
forestale”, prevista nell’ambito della Priorità SR1 “Promuovere il trasferimento di conoscenze e
l’innovazione nel settore agricolo e forestale nelle zone rurali”, è stata elaborata una scheda di
ricognizione indicante lo stato dell’arte rispetto a tale precondizione.
Il Dipartimento regionale degli interventi strutturali per l’agricoltura dell’Assessorato regionale delle
Risorse Agricole ed Alimentari della Regione Siciliana è responsabile delle procedure che mettano
il governo regionale nelle condizioni di potere soddisfare, assieme alle altre, tale condizionalità.
L’iniziativa di cui al presente progetto per la condizionalità ex ante n. 1.2 prevede, attraverso un
intenso programma formativo, il rafforzamento delle competenze dei tecnici dislocati nelle unità
periferiche dell’Assessorato finalizzato alla costituzione di nuclei, strutturati e operativi a livello
territoriale, in grado di far fronte alle necessità di divulgazione/consulenza previste come
precondizione nell’ambito della Priorità SR1.
In considerazione di quanto premesso il Dipartimento regionale degli interventi strutturali per
l’agricoltura ha deciso di concordare con il Formez PA l’attuazione del programmato piano di
interventi formativi, da finanziarsi attraverso la misura 511 del Programma di Sviluppo Rurale
2007/2013.
Il progetto si è posto l’obiettivo di dar vita ad una task force di consulenti in grado di indirizzare gli
operatori agricoli sia sui requisiti loro richiesti dalla normativa, sia sulle opportunità loro offerte
dalle politiche di sviluppo rurale sui temi connessi alla gestione sostenibile e all’azione per il clima
nel settore agricolo e forestale.
Obiettivi :
Giungere, attraverso un intenso programma formativo, al complessivo rafforzamento delle
competenze del personale delle Sezioni Operative di Assistenza Tecnica del Dipartimento
Interventi Infrastrutturali dell’Agricoltura della Regione Siciliana, per la costituzione di
nuclei, strutturati e operativi a livello territoriale, in grado di far fronte a quelle necessità di
divulgazione/consulenza nei confronti degli operatori agricoli, indispensabili per il
raggiungimento dell’obiettivo generale.
Fornire ad un gruppo di partecipanti al percorso formativo (selezionati su base volontaria e
di competenza) gli strumenti per poter svolgere in modo efficace il ruolo di “formatore dei
consulenti”.
Il progetto si basa sui criteri previsti per soddisfare la Priorità SR1: “promuovere il trasferimento di
conoscenze e l’innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali”. Considerato il
numero consistente di risorse umane dislocato negli uffici territoriali della Regione Siciliana, il
progetto prevede una azione di formazione, affiancamento e riqualificazione di tale personale in
modo che anche l’attività di consulenza, finanziata nell’attuale programmazione attraverso la
misura 114 del PSR 2007-2013 e svolta da organismi privati riconosciuti dalla Regione, possa
essere realizzata attraverso il personale della Regione.
Il percorso formativo prevedeva l’utilizzo di diverse metodologie didattiche, con didattica d’aula e
momenti di formazione a distanza, rivolti a 150 funzionari e dirigenti delle Sezioni Operative di
Assistenza Tecnica del Dipartimento Interventi Infrastrutturali dell’Agricoltura, selezionati dalla
Regione con il supporto di Formez PA.
La Fase 3 ha previsto la partecipazione di 30 funzionari, selezionati grazie alle indicazioni emerse
nelle fasi 1 e 2. 

Programma:
Il sistema dell’innovazione nella programmazione europea 2014-2020
Modulo 1 A (7 ore in presenza)
PSR 2014-2020 e HORIZON 2020
• La rete PEI: domanda e offerta di innovazione
• L’offerta di innovazione e il sistema dell’innovazione sul fronte della ricerca scientifica:
Europa, Italia (Parchi scientifici tecnologici, BIC, Agenzie per lo sviluppo, Centri servizi) e
Sicilia.
• I Gruppi Operativi
• L’integrazione tra la domanda di innovazione (imprese, aziende agricole) e l’offerta di
innovazione (università, centri di ricerca e servizi di consulenza)
• Gli ambiti di intervento dei Gruppi Operativi
• La costituzione e il funzionamento di un Gruppo Operativo
Modulo 1 B (7 ore in presenza)
La domanda di innovazione: le nuove frontiere delle principali filiere agroalimentari
• Processi produttivi e impianti delle principali filiere agrarie (vino, olio, latte, carne, pasta,
ortofrutticolo, conserve)
• Le tecnologie emergenti per le filiere agroalimentari.
• Una buona pratica di innovazione nata in Sicilia: collaborazione azienda-università, ovvero
un esempio virtuoso di incontro tra domanda e offerta.
Metodi, strumenti e tecniche per rilevare la domanda di innovazione
Modulo 2 A (7 ore in presenza)
La progettazione guidata dal basso (bottom-up):
• Le reali esigenze del mondo produttivo agricolo e forestale e il ruolo de i privati (aziende
agricole, imprenditori) nell’orientamento, nella identificazione e nella implementazione degli
interventi innovativi finanziabili dal PSR e da Horizon 2020
• L’analisi del fabbisogno di innovazione:
• Le fonti informative per l’analisi territoriale
• La mappatura degli stakeholders
• Strumenti di analisi e animazione nel territorio per fare emergere le esigenze settoriali e di
filiera, ambientali e territoriali (Focus Group, Tavoli Tematici, Interviste in profondità)
• Strumenti di analisi in azienda: l’audit tecnologico e la ricerca dei fabbisogni impliciti ed
espliciti
Modulo 2 B (7 ore in presenza)
Facilitazione e processi partecipati: strumenti e metodologie
• Caratteristiche e ruolo del facilitatore
• Principi e modelli di facilitazione
• Concetti e pratica della facilitazione
• Ambiti di applicazione della facilitazione
• Struttura di un incontro facilitato
• Strumenti e tecniche di facilitazione
La gestione di un progetto: tecniche e strumenti
Modulo 3 A (7 ore in presenza)
Introduzione al Project Management
• Cos'è un progetto
• Cosa si intende per Project Management
• I processi di Project Management
• Il project charter: deliverable, scope, work breakdown structure, criteri di successo
• La gestione dei tempi di progetto
• Strumenti e tecniche di supporto (WBS, reticoli, GANTT, matrici di responsabilità)
Modulo 3 B (7 ore in presenza)
La gestione di un progetto
- Il project charter: organizzazione, tempi, budget, rischi
- La gestione di costi e delle risorse di un progetto
- La gestione dell’esecuzione di un progetto e il metodo dell’earned value
- La gestione della qualità nei progetti
- La gestione dei rischi di un progetto
- Progress e closing report
Formazione formatori e progettazione formativa
Modulo 4 A (7 ore in presenza)
La pianificazione e la progettazione formativa
• L’identificazione e l’analisi dei bisogni formativi: metodi e strumenti
• Lo scenario formativo: attori e progettazione
• La progettazione formativa: metodi e strumenti
• L’erogazione della formazione: micro-progettazione
• Strumenti e metodi di valutazione della formazione
MODULO 4 B (7 ore in presenza)
L’intervento formativo
• Conduzione e animazione dell’intervento formativo
• Accoglienza di un gruppo di apprendimento, gestione dei canali di attenzione)
• Gli stili di apprendimento e l’alternanza teorico-pratica
• Metodologie formative: role-playing, metodo dei casi, lavori di gruppo, giochi psicologici,
esercitazioni, utilizzo degli audiovisivi, formazione a distanza
• Strumenti per monitorare il feedback del gruppo
Comunicazione efficace, gestione delle riunioni e dei gruppi di lavoro
Modulo 5 A (7 ore in presenza)
La comunicazione nei gruppi
• La gestione delle dinamiche di gruppo: fasi ed evoluzione
• Fenomeni e processi che si sviluppano nei gruppi in apprendimento
• La leadership situazionale e strategica: ascolto e guida
• Tecniche di motivazione ed empowerment del gruppo: il Milton Model
• Simulazioni
Modulo 5 B (7 ore in presenza)
La comunicazione strategica
• Il colloquio e la riunione: fasi, processi, funzionamento
• Tecniche di comunicazione strategica nei colloqui e nelle riunioni
• Gestione degli interlocutori difficili: le categorie di Virginia Satir
• L’ascolto attivo: riformulazione, ricapitolazione, confronto, rinforzo
• Simulazioni
Nuovi strumenti per la comunicazione
Modulo 6 A (7 ore in presenza)
La comunicazione 2.0
• Social Local Mobile per la promozione del territorio
• Le potenzialità di Internet e delle applicazioni per smartphone.
• Le strategie innovative basate sulla geolocalizzazione.
• Casi di studio, italiani e internazionali e approfondimenti sui benefici e rischi che soggetti
privati e istituzionali possono